il precarico altro non é che quella fase in cui la molla é insensibile alle variazioni di carico : l'insensibilità é il precarico stesso.
Una molla precaricata non varia la sua costante elastica e subisce una riduzione di escursione (utilizzo) proporzionale al precarico (quindi alla compressione iniziale) .
La fase iniziale di precarico a escursione di compressione nulla (in cui la molla per l'appunto non si comprime), viene percepita come maggior rigidezza della molla stessa (grazie la c@zzo, se la molla non si comprime .........)
ipotizziamo una molla libera di 100mm con K di 100N/mm, e una molla del tutto identica tenuta con un vincolo meccanico ad una lunghezza di 90mm ovvero precaricata con 1000N :
se sulla prima molla poniamo un peso di 500N essa si comprimerà per 5mm, ovvero scenderà a 95mm, e la seconda invece rimarà immobile a 90mm, poiché sta gia' sviluppando una forza di compressione superiore alla forza stessa applicata dal peso appena applicato.
ora ipotizziamo di aumentare il peso a 1000N : la prima molla si comprimerà di 10mm ovvero collasserà ad una lunghezza di 90mm ......... la seconda molla, in virtù di un precarico di identica intensità della forza peso appena applicata, resterà ancora immobile per via della condizione di equilibrio a 90mm.
continuiamo ad aggiungere peso

.......... altri 500N ........... bene , come da K lineare la molla libera senza precarico, ora gravata da 1500N collasserà di ben 15mm fermandosi a quota 85mm ........... questa volta però anche la molla precaricata con 1000N collasserà di 5mm supplementari , in quanto l'equilibrio con il precarico é stato infranto ed entrambe le molle (essendo identiche ed identicamente sottoposte alla stessa forza di compressione) si abbasseranno a quota 85mm ...................
dov'e' la differenza??? la differenza é nel comportamento non lineare : se adesso iniziamo a levare i pesi , noteremo che una molla continuerà ad estendersi fino a quota 100mm, mentre l'altra si estendera' fino a quota 90mm ........ non solo , abbiamo anche verificato che la prima molla ha avuto un comportamento sensibile fin dai primi 500N, mentre la seconda é rimasta indifferente fino a 1000N ...........
l'effetto pratico, sull'assetto del veicolo, é di decidere a che punto, oltre le forze statiche del peso del veicolo stesso, iniziare a far lavorare in compressione le molle, ovvero di rendere sensibile già alle minime variazioni di forza verticale applicata oltre l'assetto statico, l'affondamento del veicolo ............ la buona regola é di utilizzare la regolazione del precarico solo per riequilibrare variazioni di ripartizione di peso, affinché il gruppo molla lavori (si comprima) già con l'applicazione di un solo grammo in piu' rispetto all'assetto statico (veicolo appoggiato al suolo con le molle in equilibrio di opposizione alla forza peso del veicolo stesso) .............. se si vogliono molle piu' rigide occorrono molle con K piu' elevata
ovviamente poi nessuno vi vieta di spararvi da soli sui cojoni

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